Contratto di accompagnamento & accordo dei consiglieri
La distinzione tra accordo d’accompagnamento e contratto d’accompagnamento è importante, perché nella pratica alcune persone vengono accompagnate, che al tempo stesso sono a loro volta degli accompagnatori che concludono un accordo d’accompagnamento ed un contratto d’accompagnamento.
Ogni relazione di accompagnamento inizia con un contratto di accompagnamento, quindi un accordo su cosa si aspettano consigliere e consigliato l’uno dall’altro. Un contratto di accompagnamento non deve necessariamente venir redatto in forma scritta. Il contratto deve essere rivisto periodicamente o all’apparire di una nuova situazione, ad esempio un campo pasquale che non era stato programmato dall’inizio. Il contratto viene in questo caso adattato con il benestare di entrambe le parti. Il consigliere deve riconoscere i propri limiti e se le situazioni che si presentano li superano, deve richiedere l’aiuto di un suo consigliere (p. es. il coordinatore) all’interno della propria rete oppure fare capo a professionisti esterni, ad esempio la cellula di crisi.
L’accordo dei consiglieri invece è quell’accordo che permette a diversi consiglieri della stessa persona o dello stesso gruppo di coordinarsi. Questo accordo stabilisce per quale ambito è competente ciascun consigliere e come funziona la collaborazione tra loro. Un accordo di questo tipo è auspicabile ad esempio tra capo sezione, consiglio dei genitori, assistente spirituale e coach, affinché ognuno conosca il suo ruolo e il suo spazio.








